RIFLESSIONI SULL’ITALIA

società-liquida

La cosa che più mi da’ fastidio dell’Italia è la sensazione di vivere all’interno di una prigione dalle sbarre gommose. Hai solo l’impressione che siano facili da superare ma non appena ti ci spingi contro, esse ti risbattono al punto di partenza. Sono rimasta molto colpita nello scoprire che sia Bahuman che Mandela ribadiscono con forza che alla fase del piacere segue quella della responsabilità. Le generazioni precedenti hanno beneficiato dei frutti del dopoguerra, ne hanno estratto la polpa fino alla fine e ci hanno lasciato solamente qualche goccia. Non si sono preoccupati di cosa avrebbero fatto i loro figli, hanno solo cercato di mangiare e approfittare quanto più potevano. Forse qualche potente si è preoccupato di qualche figlio direttamente concepito. Siamo nella società in cui non importa chi sei ma chi conosci,e mentre continuiamo ad essere travolti dall’ennesimo scandalo di corruzione e di collusione dello Stato con la mafia, mi chiedo se anche noi, giovani, non abbiamo le nostre responsabilità.

Ovviamente si perchè siamo portatori diretti di quella mentalità malata, mafiosa e opportunista che si regge sul clientelismo più sulla meritocrazia. La critichiamo ma non riusciamo a cambiarla, quelli di noi che non ce la fanno a sopportare scappano.Ho sempre la pungente e fastidiosa sensazione che non va avanti chi merita, ma spesso va avanti chi è incompetente ma dalla sua parte ha “le conoscenze”.  Come abbiamo fatto ad arrivare fino a questo punto? E’ possibile che non siamo riusciti ad edificare una briciola di senso sociale? E’ possibile che molti di noi ambiscano ancora al “posto fisso” e utilizzino master, università e conoscenze solo a tal fine? E’ normale che una borsa di studio venga considerata una tangente più che un’opportunità? Siamo in grado noi giovani di rimboccarci le maniche e riparare il danno commesso dalle vecchie generazioni? Nonchè liberarci finalmente di quella mentalità che ci ha portati alla rovina? A volte ho paura di no perchè vedo sempre e solo gente molto superficiale che ha poco voglia di cambiare le cose..aspetta qualcuno, un “leader” che lo faccia. Sinceramente mi sono fatta una mia personale opinione per spiegare questo stato di cose: molti di noi non hanno degli ideali collettivi ai quali ispirarsi, ognuno pensa sempre e solo al proprio pezzettino ed è questo egoismo portato ai massimi livelli che ci sta facendo sprofondare, ma nessuno e dico nessuno riesce a fare un cambio di rotta. Siamo tutti laureati ma pochi di noi sono menti pensanti, l’università è diventata un accumulo di crediti e voti. Quante persone si confrontano davvero su quello che studiano? Non mi piace l’Italia e quello che sta diventando. Si continua a volere tutto per diritto ma c’è poca voglia di lottare, molto meglio attaccarsi a qualche programma generalista con la solita soubrette con il culo al vento o fare il diavolo in quattro per l’ultimo IPhone. Siamo ancora nella fase del piacere alla quale non sta riuscendo a seguire un’assunzione di responsabilità. Spero solo che non sarà troppo tardi quando vorremmo finalmente cambiare le cose.

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