UN CAMBIAMENTO DI PROSPETTIVA. QUELLO CHE I LIBRI DI STORIA NON RACCONTANO

Marie-Olympe-de-Gouges

Correva la seconda metà del 1700: in una Parigi profondamente segnata da una monarchia che per anni aveva guardato solo ai privilegi della sua corte, mentre prende forma la prima Costituzione  e sullo sfondo iniziano a delinearsi i contorni cupi di quello che sarà il periodo del terrore, si staglia sempre più forte la voce di una delle personalità più importanti nella lotta per l’uguaglianza di genere: quella di Olympe De Gouges.

Olympe De Gouges (vero nome Marie Gouze) nacque nel 1748 a Montauban, a 17 anni fu data in sposa contro la sua volontà all’oste Louis-Yves Aubry che utilizzò la dote così ottenuta per aprire una trattoria. Aubry però morì presto e la giovane Olympe si trasferì con il figlio a Parigi. Da allora non accettò mai un matrimonio che anzi definiva “la tomba della fiducia e dell’amore”.

Una volta trasferitasi nella capitale, si dedicò al teatro e alla letteratura, frequentò i salotti culturali più esclusivi dove ebbe la possibilità di entrare in contatto con le idee dell’Illuminismo. Fervente sostenitrice dell’uguaglianza, nel 1789 viene portato in scena la sua prima opera teatrale che trattava di due schiavi in fuga: Zamore uccide un bianco quando questi cerca di rapire la sua amata Mirza. Alla fine i due schiavi possono colonizzare il loro sogno d’amore in quanto entrambi liberi. La rappresentazione portò un acceso scontro tra fautori e oppositori della schiavitù in platea e dovette essere interrotta più volte. La stampa parigina non risparmiò aspre critiche nei confronti della De Gouges sentenziando che “con la sua simpatia per uno schiavo assassino, aveva perso il diritto di essere riconosciuta nel gentil sesso”.

Nel 1791 l’assemblea nazionale varò la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino, poichè il corpo elettorale aveva escluso tutte le donne dalla sovranità popolare, Olympe De Gouges si prese la libertà di definire il nuovo regime come tirannico e scrisse la Dichiarazione Universale dei Diritti della Donna e della Cittadina nella quale affermava l’uguaglianza dei generi e rivendicava i diritti di esseri umani che  erano stati tolti alle donne. La sua Dichiarazione ha la stessa struttura (17 articoli) di quella precedente, ma con una sostanziale differenza nel contenuto: dove nel testo originario si parla di uomo, lei parla di uomo e donna. Nella sua opera infatti, esorta continuamente il lettore e il legislatore a trarre le conseguenze dell’esistenza di due sessi distinti, e di considerare che i diritti umani sono imprescindibili per le donne quanto per gli uomini. Esemplare il preambolo in cui interroga l’uomo del suo tempo chiedendogli: “Uomo, sei capace di essere giusto? Una donna ti pone questa domanda. Questo diritto almeno non potrai sottrarglielo. Dimmi, chi ti ha conferito questo potere dispotico di opprimere il mio sesso?”

Olympe De Gouges credeva inoltre nella sacralità della vita e nel fatto che una società giusta e liberale doveva fondarsi sul diritto e non sulla violenza e sul sangue. Per questo motivo rinnegò la condanna a morte di Luigi XVI, fece propaganda contro il terrore dei giacobini e attaccò personalmente Robespierre. A far traboccare il vaso fu un manifesto in cui incitava il vero sovrano della Francia, il Popolo, a decidere liberamente alle urne sulla forma di regime. Nel 1793, fu denunciata e arrestata e dopo pochi mesi fu mandata alla ghigliottina. Il caso  fu utilizzato dal regime per incutere terrore e intimidire le repubblicane, donne che avrebbero potuto sfidarne il potere. Minacciava Chaumette, membro del Tribunale della Rivoluzione: “Ricordatevi di quella svergognata  che fondò la società delle donne, trascurò la sua casa, volle parlare di politica e commise un crimine. Simili creature immorali sono state annientate sotto la scure che vendica la legge. Volete dunque imitarla?”

Per anni Olympe De Gouges è stata vittima, sia in vita che dopo, di forti pregiudizi, soprattutto da parte delle donne ed è stata ricordata solamente come una prostituta (cosa assolutamente falsa). Bisognerà aspettare la fine della II Guerra Mondiale per scoprire la bella figura di Olympe De Gouges. Una donna forte, con un grande rispetto per la giustizia, la libertà nonchè una delle portavoci più brillanti dell’uguaglianza tra i generi.

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